Stomaco chiuso, vuoto in testa: sono i sintomi tipici dell’ ansia scolastica. L’autrice e formatrice Federica Carbone spiega di cosa si tratta
Interrogazione in arrivo = mal di pancia. Primo giorno di scuola = nottata insonne. Troppi compiti = mal di testa. Se anche tu vivi con agitazione la scuola, sappi che non sei la sola. Il 70% degli studenti italiani sperimenta ansia durante le verifiche e teme i voti bassi (dati www.cittadinanzattiva.it). Ma come vivere queste emozioni difficili? “Non possiamo decidere di provare solo emozioni “belle” e silenziare quelle “brutte” – spiega Federica Carbone, autrice del libro Come ti senti? (Sperling & Kupfer) – Se esistono, è perché ci servono”. Scopriamo insieme, quindi, come si manifesta l’ansia scolastica e come affrontarla al meglio.

Cos’è l’ansia scolastica e come si manifesta
L’ansia scolastica è una sensazione di preoccupazione, agitazione o paura che nasce quando si pensa alla scuola, ai compiti, alle verifiche o al giudizio degli altri (prof, compagni, genitori). “Si può sperimentare in tanti modi: dalla tensione quando un’interrogazione è in arrivo – continua Carbone – al ritiro scolastico quando non si riesce proprio ad andare fisicamente a scuola. Tra questi due estremi ci sono molte altre forme di manifestazione dell’ansia scolastica, che non riguarda solo i voti, ma anche le relazioni con i compagni e le compagne e con gli insegnanti”.
Perché soffri di ansia scolastica
I motivi per cui si vive questa emozione possono essere molti: dalla paura di deludere genitori o insegnanti, alle esperienze negative effettivamente vissute, come ad esempio un’interrogazione andata male. “Le pressioni legate alla scuola non arrivano tutte dallo stesso posto. A volte vengono dai genitori o dagli insegnanti, altre volte dai compagni e dalle compagne di scuola – spiega Federica Carbone – E non è strano: l’adolescenza è il momento in cui si inizia ad uscire dal “piccolo mondo” della famiglia per affacciarsi a quello dei pari. Lì nasce il desiderio fortissimo di essere accettate, di trovare un proprio posto nel mondo, di sentirsi parte del gruppo. Il problema è che questa spinta naturale a volte è difficile da gestire, perché entrambi i “mondi” sono importanti e ci si sente tirati da una parte e dell’altra. Capita così di sentirsi inadeguate o di dover sempre dimostrare qualcosa, soprattutto a scuola”.
Come riconoscere l’ansia scolastica
“Prova a dare un nome all’emozione che senti – esorta l’autrice – nel momento in cui la provi. Prova a dirlo ad alta voce: “Sto sentendo rabbia”, “Sto provando vergogna”. Oppure, se ti va, puoi scriverlo. Già così l’ansia scolastica smette di essere una specie di ‘mostro’ invisibile. Allenati a osservarla da fuori, come quando guardi un film horror. Le sensazioni fanno paura, ma se ti ricordi che sei sul divano al sicuro, puoi attraversarle senza esserne travolta”. È importante, inoltre, imparare a riconoscere i segnali di allarme: ad esempio i denti stretti, la tensione al collo e alle spalle, la tachicardia, le gambe che non si fermano. Riconosci, però, anche quelli rassicuranti: l’addome rilassato, il respiro lento e profondo, le mani calde, il desiderio di stiracchiarsi. Se ti alleni a fare questo – fermarti e cogliere i segnali del corpo – puoi avere una mappa più chiara di come ti senti quando sei a scuola”.
Come gestire l’ansia scolastica
Ebbene sì, l’ansia scolastica si può gestire e, se compresa ed accettata, può essere una grande occasione di crescita. Prova a:
♥ Parlarne con una persona di fiducia (un genitore, un insegnante, un amico o uno psicologo scolastico). Può aiutarti a sentirti meno sola e più capita.
♥ Organizzarti con un piano di studi chiaro, diviso in piccoli obiettivi, perché può aiutarti a sentirti meno sopraffatta. E non dimenticarti delle pause durante lo studio! Ogni mezz’ora chiudi gli occhi e respira lentamente per qualche secondo, ti aiuterà ad essere più concentrata e serena.
♥ Volerti bene per quello che sei, accettando la possibilità di sbagliare, anche a scuola. Sai che sbagliare fa parte del processo di apprendimento? Nessuno è perfetto! Impara dai tuoi errori e non colpevolizzarti troppo. Piuttosto: cerca di dormire abbastanza, mangia in modo equilibrato e fai attività fisica. Corpo e mente sono collegati!
Come affrontare un brutto voto?
Il tuo valore non si misura con un voto o con il giudizio degli altri. Sei molto di più di una verifica o di una pagella! “Un brutto voto è davvero solo un brutto voto – chiarisce la formatrice – Non dice niente di chi sei, né di chi sarai, ma racconta solo un’eventuale difficoltà. In cosa? Questo è più interessante da capire rispetto al giudicarsi per il brutto voto preso. Il mio consiglio è di affrontarlo come affronteresti l’aver perso una partita di pallavolo. Chiediti: cosa posso fare per tornare in campo più forte di prima? Attenzione, non perfetta, ma più preparata”.
Francesca Nina
