è uscito Vasco Live Milano Sansiro 

 

Vasco Rossi: San Siro per 7. Un concerto di Vasco non si può raccontare attraverso i numeri, a meno che non si possano numerare le emozioni. Un concerto di Vasco è passione, adrenalina, gioia, sofferenza. Un concerto di Vasco è vita. Ma oggi non possiamo fare a meno di parlarne, di numeri, perché è appena uscito il documentario musicale che racconta per immagini e canzoni 7 concerti che hanno fatto la storia del rock italiano.

vasco live san siro

VASCO LIVE MILANO SANSIRO, disponibile sulle piattaforme digitali e in versione CD, LP, DVD e BLU-RAY, è la testimonianza visiva e musicale dell’impresa record compiuta da Vasco lo scorso anno:  San Siro sold out per ben sette concerti (7, 8, 11, 12, 15, 19, 20 giugno 2024)! Mai successo prima. Un record che solo l’uomo dei record poteva stabilire. Regalando al suo popolo un concerto stratosferico. Con una scaletta studiata appositamente, aperta da un trittico micidiale: Blasco Rossi, Asilo Republic e Gli Spari Sopra. Poi alcune chicche: Come Stai, Jenny è pazza, Gli Angeli, Domenica Lunatica, Tu vuoi da me qualcosa E per la prima volta live, la bellissima Gli sbagli che fai, singolo tratto dalla colonna sonora del Supervissuto. Insomma, Vasco Live Milano SanSiro è un documentario musicale imperdibile, che testimonia – se ancora ce ne fosse bisogno – la grandezza di un artista capace di imprese apparentemente impossibili, ma soprattutto in grado ormai da decenni di raccontare attraverso le sue canzoni le pieghe più nascoste della sua e della nostra vita. 

Vasco e San Siro: una storia lunga 35 anni

D’altra parte, Vasco a San Siro ha fatto la storia del rock italiano. Tutto cominciò nel luglio del 1990…

10 luglio 1990: qui si fa la storia

Me lo ricordo come uno shock emotivo il mio primo San Siro (1990), concerto milanese che qualche giorno dopo avrebbe avuto un altrettanto imperdibile bis romano allo stadio Flaminio. Vasco lo avevo visto nelle piazze, poi nei palasport ma mai in uno stadio. Perché uno stadio, per un artista italiano, in quegli anni era quasi taboo. E San Siro era lo stadio più grande d’Italia, dopo la costruzione del terzo anello voluta per i mondiali del 1990. Non solo: quell’estate arrivavano in tour nel nostro Paese 2 autentici pezzi da novanta: Madonna e Rolling Stones. Il rischio di un flop, di uno stadio mezzo vuoto c’era, eccome. Ma non andò così. Vasco quell’anno “uccise” Madonna (lo stadio mezzo vuoto fu quello della regina del pop e un quotidiano titolò: Vasco ha ucciso Madonna) e declinò l’invito della band ad aprire il loro concerto (prevendita fiacca). Vasco non aveva di questi problemi. Ricordo file interminabili – fisiche, non virtuali! – all’Orbis di Piazza Esquilino, a Roma,  per acquistare i biglietti. Biglietti frutto di giornate interminabili passate sul mio motorino, su e giù per Roma a consegnare posta.

“Quando il mio manager organizzò il concerto, nessuno poteva sapere realmente quanti biglietti si sarebbero venduti, non c’erano le regole di capienza che ci sono oggi. Lo stadio era pieno all’inverosimile, più di 75.000 spettatori, una marea di gente che saltava e ballava. Un effetto e un affetto straordinari”.

Il giorno del concerto

Ricordo il viaggio in treno verso Milano, l’attesa infinita fuori dallo Stadio. Il caldo, la sete, il sudore, gli idranti e infine la corsa per conquistare il posto più possibile vicino al palco; palco enorme, spettacolare, come non ne avevo mai visti. Poi ancora l’attesa, infinita, con l’adrenalina alle stelle… Fino a quell’urlo improvviso, lanciato da dietro il palco: “Il cielo, lasciamolo ai passeri! Noi, stiamo con i piedi per terra”. Facile a dirsi, soprattutto nel momento in cui le chitarre di Andrea Braido e Davide Devoti iniziarono a martellare e dalle viscere del palco spuntò Vasco: “Guardami, credi che sia tutta rose e viole questa vita mia…” .

Il resto sono ricordi confusi. Ma le emozioni quelle no, quelle mi si sono tatuate nell’anima e non se ne sono più andate. Fu una serata fantastica, di quelle che sembrano segnare il punto più alto della carriera di un artista. E anche di un fan. Ero certo di aver vissuto qualche cosa di epocale, ma anche di irripetibile. Mi sbagliavo: quello era solo un nuovo inizio. Sarebbero arrivati più avanti Imola, Catanzaro, Modena Park e una serie di tour negli Stadi costantemente sold out. Perché un concerto di Vasco è qualcosa di unico e inspiegabile, un tale mix di energia, passione e connessione emotiva tra migliaia di anime che lascia dentro il cuore di ognuno di noi una traccia così profonda da non poter essere dimenticata. Ma soprattutto, lascia la voglia – nonostante gli anni che passano – di riviverle quelle emozioni, anno dopo anno, canzone dopo canzone, concerto dopo concerto…  

To be continued

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