La voce di Nina Zilli ha chiuso l’edizione 2012 del Giffoni Film Festival. Per l’occasione l’abbiamo incontrata per voi per scoprire cosa ci riserva in futuro.
Tra i numerosi ospiti del 42° Giffoni Film Festival – leggete qui la nostra intervista doppia a Rossella Brescia e Luciano Cannito – spicca il talento eccezionale di Nina Zilli.
Hai mai pensato a realizzare un musical?
Certo, mi piacerebbe moltissimo: sarebbe il primo passo per imparare a recitare cantando.
Nel frattempo stai già lavorando al nuovo album?
Sì, ho già scritto qualche canzone. Ci rimetterò mano dopo la fine del tour estivo e delle date autunnali nei teatri.
All’Eurovision Song Contest hai rappresentato l’Italia. Cosa hai provato su quel palco?
Per me è stato come vivere un Sanremo al cubo, è un ambiente pazzo ma più rilassato e leggero dell’Ariston. Ho trovato una professionalità incredibile, ma mi sono ricordata che il segreto per sopravvivere al Festival è non pensarci.
Che tipo di musica italiana ti piace?
Adoro Carmen Consoli, Jovanotti, Elisa e tanti altri, ma il mio preferito resta Luigi Tenco. C’è spazio per tutti nel panorama musicale tricolore, ma sono un’ottimista e so che l’underground non morirà mai!
Cosa ne pensi dei talent show?
Secondo me la musica non si fa in tv.
Cos’hanno detto i tuoi genitori quando hai rivelato loro che volevi fare la cantante?
La mia è la tipica famiglia emiliana di lavoratori. Mi hanno sempre detto che prima della musica avrei dovuto studiare e che ero matta a pensare ad una carriera simile. È vero anche che però mia mamma mi diceva che per far fare qualcosa ai figli bastava dir loro di no.
L’amore è davvero femmina?
Ognuno ascoltando quella canzone prova qualcosa di diverso, ma secondo me vuol dire che se in un rapporto uno si dà e l’altro no allora è meglio che la coppia si divide. Oppure potete leggere “L’amore è femmina” come una specie di “Material Girl” di Madonna.
Cosa ne pensi del paragone a Amy Winehouse?
Questo paragone non m’inquieta affatto, lei ha portato la luce sul soul. Io scrivevo questo genere di canzoni molti anni fa ma all’epoca quella musica era di nicchia. Anche se non è stata la mia fonte d’ispirazione, ammetto che ha una voce molto più bella della mia e rimarrà nella storia per sempre.
Da dove nasce la passione per Adriano Celentano?
Era l’inconscio di bambina, lo vedevo in tv con “Bingo Bongo”, mia madre ascoltava le sue canzoni e anche se non l’ho mai incontrato di persona per me resta un mito. Conosco le sue canzoni a memoria!
Cos’è la felicità per te?
Come dice la mia omonima canzone scritta da un mio amico, credo che la felicità sia un istante che arriva e poi se ne va.
Intervista di Rebecca Pesare












Ariete
Toro
Gemelli
Cancro
Leone
Vergine
Bilancia
Scorpione
Sagittario
Acquario
Capricorno
Pesci
Nessun Commento
Al momento non ci sono commenti su L’amore secondo Nina Zilli in un’imperdibile intervista da Giffoni. Vuoi essere la prima ad aggiungerne uno?