BLANCO protagonista di Piedi x Terra

 

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Piedi X Terra è il format targato DAZN in cui vengono intervistati giovani talenti della Serie A TIM e dello sport. Non sono interviste come tutte le altre: i giocatori sono letteralmente per terra – come metafora che per diventare campioni c’è ancora molta strada da fare – e raccontano aneddoti personali legati al calcio e alla vita privata. Tra una chiacchiera con Frattesi e una con  Vlahovic, in una puntata speciale di Piedi X Terra da oggi sulla piattaforma ecco una bella intervista a Riccardo Fabbriconi, per tutti Blanco, tra la prima vita da calciatore, la passione per la Roma e la carriera da artista. Un viaggio tra sogni e realtà, dai primi successi fino all’exploit di Sanremo 2022. Eccone un estratto…

Il ruolo del lockdown

Forse non nella scelta di lasciare il calcio, nella musica sì. Trascorrere molto tempo in casa da solo mi ha fatto molto riflettere. Può essere che mi abbia fatto anche un po’ impazzire… Registravo video in cui cantavo allo specchio in mutande e li mandavo alla mia manager. Ero un po’ “scoppiato”. Però in realtà proprio da lì è nato un po’ tutto.”

Riccardo Fabbriconi vs. Blanco

Sì, ho sempre detto che Blanco rappresenta il mio lato estremo. Ma in fondo sono la stessa cosa. Da un lato c’è Riccardo, una persona anche debole sotto diversi punti di vista, dall’altro Blanco, la versione un po’ pazza, estrema in tanti aspetti.”

Blu Celeste

Resterò sempre misterioso, neanche se mi pagate dirò qualcosa. Sì, perché secondo me è figo lasciare che qualcosa di noi si intraveda dalla propria esperienza. Mi piace di più questo che rivelare il mistero.”

Obiettivo Eurovision

Non partiamo con l’idea di vincere, non andiamo con quell’obiettivo. È una grandissima occasione per far conoscere la nostra musica anche fuori dall’Italia e ci saranno super artisti ed è figo Il fatto di potersi confrontare con loro.”

I riti scaramantici

Io bacio una croce che mi hanno regalato i miei genitori, è una cosa di famiglia che regalano sempre al diciottesimo. È passata da mio nonno a mio papà e da mio papà a me. Quando sono con Ale ci diamo un bacio sulla guancia e diciamo: “Vai divertiamoci!”. Come a Sanremo.”

Com’è nata Brividi?

Eravamo in studio da Michelangelo e lui si è messo al piano e ha iniziato a suonare. Per assurdo, è partito da un accordo sbagliato. Da lì è nato tutto: ci siamo messi a cantare e abbiamo scritto il ritornello di “Brividi”, creandolo parola per parola insieme ad Ale. Poi lui ha scritto la sua strofa in Sardegna, io ho scritto la mia a casa, in cameretta. Dopo sei mesi abbiamo chiuso il pezzo… come un parto, in pratica.”

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