“Nel mondo di Piccole Donne” è un libro che spiega un altro libro, Piccole Donne. Prezioso, unico, il manuale di Carolina Capria svela il carattere e le inclinazioni di personaggi amatissimi dalle ragazze come Meg, Jo, Beth ed Amy March

Diventare grandi non è facile. E Meg, Jo, Beth ed Amy, le protagoniste del libro e del film Piccole Donne, lo sanno bene. Per generazioni le quattro sorelle March hanno risposto alle piccole grandi domande che accompagnano gli adolescenti, insegnando a gestire “con coraggio il nemico che si annida nel cuore di ognuno”. Nel mondo di Piccole Donne è un libro che, attraverso 15 parole chiave, ci accompagna in un viaggio all’interno del mondo delle ragazze March, perché nonostante tante cose siano cambiate da quando questo capolavoro è stato scritto, anche ai giorni nostri ogni ragazza cerca il suo modo per diventare una piccola donna.

 

INTERVISTA ALL’AUTRICE CAROLINA CAPRIA

COME CI SI TRASFORMA DA RAGAZZINE A PICCOLE DONNE?

Succede quando cambia la prospettiva e non senti più l’alone protettivo dei genitori. Cambia lo stato di serenità e di sicurezza della giovinezza e ti devi prendere delle responsabilità. Le sorelle March, poco per volta iniziano a prendersi cura l’una dell’altra, cominciano a capire che il mondo dipende anche da loro e dalle loro scelte: da quello che fai, da come ti comporti con gli altri.

COSA POSSONO INSEGNARCI LE SORELLE MARCH?

A diventare grandi. Non è chiaramente una cosa biologica ma è una questione di assunzione di responsabilità. Piccole Donne è un libro che insegna a crescere di generazione in generazione.

IL TUO LIBRO HA 15 PAROLE CHIAVE: ESISTONO DAVVERO DELLE PAROLE PER DIVENTARE GRANDI?

Credo tantissimo nel modo in cui parliamo a noi stessi. Noi spesso ci trattiamo male, ci giudichiamo. Invece, usare parole dolci e gentili ci aiuta a vivere bene e a crearci un mondo sereno intorno.

QUAL È IL NEMICO CHE SI ANNIDA IN OGNI CUORE?

Questa frase nasce da una lettera che le sorelle March ricevono dal papà lontano. Il papà si auspica che gestiscano con coraggio il nemico che si annida nel cuore. Per Beth è la timidezza, per Jo la rabbia, ad esempio. Il grande messaggio di piccole donne è che non ci sono persone buone o cattive: ci sono persone che sanno gestire i propri stati d’animo i propri impulsi buoni o cattivi, altre no. Tutti li proviamo, tutti proviamo sentimenti negativi, dobbiamo solo capire come gestirli.

COSA TI HA REGALATO LA LETTURA DI PICCOLE DONNE DA BAMBINA?

Da piccola credo di aver letto una bella storia e di aver amato Jo, nulla più. La lettura di adesso, invece, mi ha dato un’immagine di sorellanza forte. L’idea di sorellanza che prescinde dal legame di sangue è un’idea che ho recepito da adulta e mi piace molto: la forza delle ragazze March è essere una il sostegno dell’altra.

SORELLANZA:ESISTE DAVVERO?

Ci credo tanto e ne ho prove concrete nella mia vita. Ho delle amiche che sono un sostegno forte, imparo tantissimo dalle donne che ho intorno. Secondo me, per vedere quanta sorellanza c’è tra le donne deve cambiare un po’ lo sguardo. Ci hanno fatto credere che le altre sono concorrenti e che siamo in competizione, ma non è vero, possiamo essere una squadra! Credo sia una caratteristica sociale che abbiamo assorbito da piccole e da cui dobbiamo emanciparci.Quando te ne rendi conto, ti accorgi anche che stai perdendo una ricchezza enorme!