Capita anche a te che Gemitaiz ti capisca più dei tuoi genitori? Ascolta i battiti, l’ultimo romanzo di Zita Dazzi, è il romanzo della generazione Trap , di chi cerca il suo posto nel mondo e che forse lo trova anche grazie alla musica

Ascolta di battiti è un libro speciale. Un libro in cui la musica entra tra le righe dalla prima pagina e ti accompagna fino alla fine del romanzo. I dubbi, le sensazioni che colpiscono alla bocca dello stomaco, le emozioni che ti travolgono sono tutte racchiuse qui, nella storia di Sofia e Ruben. Nel loro mondo che si incontra-scontra e li fa crescere e cambiare. Tra una foto su Instagram e una canzone di Vegas Jones sparata a tutto volume nelle cuffie, Sofia trascorre le sue giornate litigando con i genitori, uscendo con gli amici e cercando di sopravvivere alla scuola. Un brutto incidente sconvolge improvvisamente la sua quotidianità. E in ospedale conosce Ruben. Lui si sente sbagliato, non sa ancora quale sia il suo posto nel mondo, non si sente compreso. Abbiamo chiesto all’autrice Zita Dazzi di svelarci il mondo che racconta in Ascolta i battiti e lei non ha esitato ad accontentarci…

La musica trap dentro un romanzo… una bella sfida!

Ci sono tutte canzoni che ascoltano i ragazzi con cui ho lavorato per scrivere Ascolta i battiti. Vivendo circondata da ragazzi e amici dei miei figli, ho ascoltato questa musica e a forza di ascoltarla, ho scoperto che i testi mi piacciono. Mi piace come questi ragazzi imparano a memoria questi testi. Il messaggio che passa più spesso è che anche se tu nasci in un posto che non è il centro di New York, hai comunque delle possibilità. È un messaggio davvero sovversivo per una generazione di ragazzi a cui viene detto che il futuro è a rischio, una generazione a cui i grandi stanno prospettando un futuro nero. La musica trap lo dice forte e chiaro: hai delle possibilità che vengono anche dal fatto di essere emarginato e “sfigato”, non è detto che il tuo destino sia per forza già scritto

Parlaci del titolo del romanzo… 

Il titolo del romanzo, ASCOLTA I BATTITI, cita una canzone di Gemitaiz, di cui è appena uscito anche un disco. Inizialmente il titolo del romanzo doveva essere “Non ho giga raga”, poi abbiamo pensato di mettere una pezzo di una canzone e Ascolta i battiti è stata la scelta giusta. 

Sofia, la protagonista, è spesso distratta. Perché?

Sofia è subissata di richieste nella sua vita. Ha i genitori che le stanno addosso sul futuro: con chi esci, dove vai e cosa fai sono le domande tipiche che svelano un’ansia di controllo che molti genitori hanno quando i ragazzi cominciano a chiedere spazi. Di fronte a questo pressing Sofia risponde distraendosi e facendo delle stupidaggini. 

Tutti vogliono essere popolari, anche nel tuo romanzo. Perché?

In questo mondo dominato dai social l’ansia di prendere più like è una malattia! I ragazzi invece di cercare di avere un’autostima maggiore si basano su quanti like prendono. Dietro l’ansia del like, però, c’è voglia di essere riconosciuti, amati… 

In Ascolta i battiti, però, sembra che l’amore sia la chiave per crescere?

Durante l’adolescenza si vivono tante rivoluzioni, prima di tutto quella sessuale. Le emozioni sono a mille e le relazioni dei ragazzi sono piuttosto complicate, un po’ perché non sono abituati a dirsi le cose in faccia e questo fa soffrire parecchio, creando dei fraintendimenti inimmaginabili. Poi però l’amore appare, spesso dove meno te l’aspetti, e tutto sembra davvero più semplice. E forse lo è!

Cosa lega davvero Sofia e Ruben?

Sofia e Ruben si riconoscono: sono due ragazzi che ci stanno strettissimi nella scuola e non trovano una modalità di comunicazione. Vengono da quelle famiglie che mandano subito i ragazzi dallo psicologo, appena hanno un problema, saltando il passo fondamentale di mettersi in discussione come famiglia e parlare. La scuola, poi, non aiuta, perché è tutta meritocratica e  solo i migliori vengono aiutati, quelli che “rompono” vengono puniti, creando soprattutto disagio. In questo caos Sofia e Ruben si sostengono a vicenda, diventando un’ancora l’uno per l’altro.